Gaza, lo scandalo del Board di Trump: "Fondi usati per cancellare le prove dei crimini"
Il Board of Peace istituito dal presidente statunitense Donald Trump sta finanziando direttamente le operazioni di rimozione delle macerie e di asfaltatura delle strade a Gaza. Secondo diverse fonti, l'iniziativa starebbe cancellando le prove dei crimini di guerra e del presunto genocidio israeliano, spianando la strada all'annessione della Striscia e al successivo insediamento di coloni.
Muhammad Shehada, ricercatore e scrittore politico palestinese del Consiglio Europeo per le Relazioni Estere, ha riferito il 27 agosto che il Board of Peace sta "coprendo le spese per il trasferimento clandestino fuori da Gaza di macerie mescolate a resti umani, operato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF)". Shehada ha sottolineato che "questi fondi provengono da quelli teoricamente destinati alla ricostruzione". Ad oggi, soltanto Stati Uniti, Marocco ed Emirati Arabi Uniti hanno effettivamente inviato finanziamenti all'organismo.
I've been informed Trump's Board of Peace is paying the expenses of the IDF's covert transfer of rubble (mixed with dead bodies) out of Gaza. The money is taken from Gaza's reconstruction funds! https://t.co/0dhNWBDZ9x
— Muhammad Shehada (@muhammadshehad2) August 27, 2026
Secondo quanto dichiarato da alcuni diplomatici dell'UE allo stesso Shehada, "Israele ha rimosso in gran segreto centinaia di migliaia di tonnellate di macerie e cadaveri per nascondere le prove delle atrocità commesse". Il ricercatore ha poi aggiunto: "Quando l'Unione Europea ha chiesto spiegazioni a Israele sull'estrazione di resti umani dalle macerie, non ha mai ricevuto risposta".
Dall'inizio del genocidio a Gaza, le forze israeliane hanno ucciso oltre 73.000 palestinesi, in gran parte donne e bambini, mentre altre migliaia di corpi rimangono ancora sepolti sotto le rovine delle abitazioni distrutte.
Rimuovere le macerie prima di poter effettuare le ricerche dei dispersi con i mezzi pesanti impedisce ai familiari di sapere se i propri cari siano morti o se siano stati prelevati e condotti nella rete di centri di detenzione israeliani. Secondo Shehada, la prova del coinvolgimento del Board of Peace nel finanziamento di queste operazioni emerge da un bando di gara pubblicato dallo stesso Consiglio il 20 maggio 2026, volto a reclutare aziende per lavori di "livellamento e compattazione" del terreno nella Striscia.
Un report del Gaza Herald evidenzia come l'azienda israeliana Terra Firma abbia impiegato macchinari pesanti progettati per frantumare i detriti e ridurli in polvere, facilitando anche la costruzione di arterie stradali per l'esercito israeliano, in particolare vicino al valico di Erez. Di fatto, scrive la testata, il Board of Peace "sta sovvenzionando e assistendo appaltatori, aziende, forze armate e governo israeliano in queste operazioni di rimozione e pavimentazione".
"Si tratta di attività che cancellano in modo sistematico le prove di crimini di guerra e profanano i resti delle vittime", sottolinea il Gaza Herald, poiché non viene adottata alcuna misura per separare i corpi dalle macerie o per tutelare le potenziali fosse comuni ricoperte dai nuovi assi stradali.
Nel frattempo, le infrastrutture civili di primaria importanza — come reti idriche ed elettriche, impianti fognari, ospedali e panifici — continuano a non essere riparate. Il dottor Ramy Abdu, noto attivista per i diritti umani, sostiene che il Board of Peace stia "agendo come una copertura strutturale per le continue espropriazioni di terre e gli sfollamenti forzati".
Istituito a seguito del cessate il fuoco dell'ottobre 2025 sponsorizzato dagli USA, il Consiglio avrebbe dovuto supervisionare la ricostruzione di Gaza a beneficio della popolazione locale. Tuttavia, come rivela un'indagine condotta da The New Humanitarian, negli ultimi 10 mesi "le forze israeliane hanno intensificato una campagna di annientamento nelle aree sotto il loro diretto controllo. In queste zone, ormai quasi del tutto spopolate, Israele ha raso al suolo ciò che restava, incendiando i campi e cancellando intere comunità".
L'attività militare sul campo suggerisce la volontà di fare "tabula rasa" a Gaza per creare le infrastrutture necessarie a un'occupazione a lungo termine e alla successiva annessione. Una dinamica che coincide con le ripetute dichiarazioni di diversi leader israeliani sulla volontà di attuare una pulizia etnica ai danni dei circa due milioni di residenti palestinesi, così da fare spazio a nuovi insediamenti ebraici.
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