Due navi sfidano il blocco navale USA nel Golfo: attraversato lo Stretto di Hormuz

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Due navi sfidano il blocco navale USA nel Golfo: attraversato lo Stretto di Hormuz

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Non si fermano le acque dello Stretto di Hormuz, nonostante il blocco navale voluto dagli Stati Uniti entrato ufficialmente in vigore lunedì. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Tasnim, che cita i dati della società di intelligence marittima Kpler, due navi sarebbero riuscite a uscire dal Golfo Persico dopo aver salpato da porti iraniani. Un’operazione che sembra voler mandare un segnale chiaro: Teherán non ha intenzione di piegarsi alla pressione navale USA.

Le immagini radar e i sistemi di tracciamento parlano chiaro. Il primo bastimento a farsi largo sarebbe stata la Christianna, nave mercantile con bandiera liberiana, uscita dallo Stretto dopo aver scaricato ben 74.000 tonnellate di mais nel porto di Bandar Imam Khomeini. Un carico apparentemente innocuo, ma che dimostra come le rotte commerciali verso l’Iran siano ancora aperte, nonostante le minacce.

Il secondo scafo, invece, si chiama Elpis, una petroliera battente bandiera comoriana. Ha lasciato il porto di Bushehr il 31 marzo con 31.000 tonnellate di metanolo a bordo, sostando brevemente all’isola iraniana di Lara prima di attraversare lo Stretto. Gli esperti di Kpler hanno calcolato l’orario dell’attraversamento: verso le 16:00 GMT di lunedì, ormai fuori dalle acque più controllate.

Ma non finisce qui. Secondo l’agenzia AFP, che si è appoggiata agli stessi dati marittimi, le navi che hanno osato infrangere il blocco sarebbero almeno quattro. In particolare, l’attenzione degli analisti si è concentrata sulla Rich Starry, una petroliera cinese già finita sotto le sanzioni di Washington per aver commerciato con Teheran. Sarebbe stata la prima a lasciare il Golfo dopo l’inizio ufficiale del blocco, diretta verso Sohar, in Oman, con un carico di circa 250.000 barili di metanolo. L’ultima sua tappa prima dell’attraversamento è stata il porto di Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti.

E poi c’è la quarta nave, il Murlikishan, una petroliera con bandiera del Madagascar. Questo ha preso una rotta leggermente diversa: ha attraversato lo Stretto verso ovest, addentrandosi nel Golfo martedì mattina. Era vuota, diretta al porto iracheno di Khor al Zubair. Anche su di lei pesano le sanzioni americane, perché in passato ha caricato bitume e asfalto in Iran destinati ai mercati asiatici.

Questi passaggi raccontano più di mille dichiarazioni ufficiali. Perché se è vero che Washington aveva annunciato un blocco navale capace di strozzare l’economia iraniana, è altrettanto vero che le navi continuano a passare. Il messaggio che arriva dallo Stretto di Hormuz è di tutt'altra natura: gli Stati Uniti possono minacciare, possono sanzionare, possono schierare navi da guerra all’orizzonte. Ma controllare davvero quel corridoio d’acqua stretto, dove ogni giorno transitano petroliere e mercantili diretti in ogni angolo del mondo, è un’altra storia.


La Redazione de l'AntiDiplomatico

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