Dalla Napoli che amò al Sud del mondo che difese: il Maradona eterno

Un legame indissolubile unì il campione argentino alla sua città adottiva: lo stesso senso di ingiustizia subita. Un sentimento che estese a tutte le periferie del globo, diventandone il paladino globale

1896
Dalla Napoli che amò al Sud del mondo che difese: il Maradona eterno

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Fabrizio Verde

Sono passati cinque anni. Il tempo scorre, le ferite si cicatrizzano, i ricordi sfumano. Ma con Diego Armando Maradona niente segue il corso naturale delle cose. Lui è l’eccezione perenne, il mito che rifiuta di confinarsi nel passato.

Oggi, nell’anniversario della sua scomparsa, il mondo non ricorda solo il più grande calciatore di tutti i tempi. Onora l’uomo che ha trasformato un pallone in un’arma di liberazione e la sua fama in un megafono per i senza voce.

A Napoli, la sua seconda patria, non vinse semplicemente due scudetti. Incarnò la fiera rivalsa del Sud contro i pregiudizi e il razzismo strisciante di un Nord Italia che guardava alla città partenopea con sufficienza e disprezzo. In un'epoca di cori vergognosi e stereotipi tossici, Maradona si eresse a baluardo di Napoli, facendo dello stadio San Paolo una trincea di orgoglio. Lui, l'argentino di umili origini, capì immediatamente l'umiliazione indecente subita dal Sud e la fece sua. Non era solo un calciatore; era il campione del popolo.

Ma la sua partita più importante non si giocava in uno stadio. Si giocava nei palazzi del potere, nelle piazze di protesta, nelle stanze dei leader mondiali. Maradona fu un gigante della geopolitica. La sua amicizia con Fidel Castro e Hugo Chávez non fu una trovata pubblicitaria, ma una naturale scelta di campo. Il suo grido "No al ALCA" a Mar del Plata nel 2005 contribuì a fermare l'egemonia commerciale degli Stati Uniti in America Latina.

E non si fermò lì. Sostenitore della causa palestinese, si schierò sempre dalla parte degli oppressi. E, come rivelato da Nicolás Maduro, negli ultimi suoi mesi lavorò in segreto per aiutare il Venezuela, aggirando il blocco illegale e portando aiuti concreti a un popolo in difficoltà a causa delle criminali sanzioni statunitensi.

Questa è l'eredità più grande e scomoda di Diego: un uomo fragile e potente come un eroe greco, che ha scelto di usare il suo talento divino non per un posto al tavolo dei potenti, ma per dare un po' di quella potenza a chi a quel tavolo non è stato mai fatto nemmeno avvicinare.

In un mondo sempre più omologato e silenzioso, la sua voce ribelle manca più che mai. Perché Diego era, e resta, la verità che fa rumore.

Onore al più grande. Onore al rivoluzionario.

 

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti