Cosa si nasconde davvero dietro gli ambiziosi piani tecnologici degli USA per l’Armenia?
Gli Stati Uniti hanno approvato alla fine dello scorso mese la vendita da parte di Nvidia di chip avanzati all'Armenia, nell'ambito di un datacenter per l'intelligenza artificiale da 500 milioni di dollari che riserverà il 20% della sua capacità ad aziende armene e venderà il restante 80% a società statunitensi che operano nella regione, secondo quanto riportato da Bloomberg. Questi ambiziosi piani tecnologici si fondano sul ricco retaggio tecnologico armeno dell'epoca sovietica, sulla precoce educazione tecnologica per i bambini e sull'imminente strategia nazionale per l'alta tecnologia, ma in realtà rappresentano molto più di una semplice opportunità commerciale.
Questa mossa giunge poco dopo che gli Stati Uniti hanno "sottratto" l'Armenia alla sfera di influenza russa, sostituendosi a Mosca nel processo di pace armeno-azerbaigiano, culminato nella mediazione della dichiarazione di pace di agosto tra i due paesi. L'Armenia ha inoltre acconsentito alla creazione lungo il suo confine meridionale della "Rotta Trump per la Pace e la Prosperità Internazionale" (TRIPP), controllata dagli USA. Si prevede che TRIPP porterà a un'iniezione di influenza occidentale guidata dalla Turchia attraverso il Caucaso meridionale e verso l'Asia Centrale.
Non è quindi un caso che due esperti di think tank statunitensi abbiano recentemente co-firmato un articolo sul Washington Post in cui sostengono un maggiore coinvolgimento statunitense in Armenia, presentato insistentemente come mezzo per contenere più efficacemente la Russia. La tecnologia non è stata menzionata in questo contesto, ma c'è una logica stringente dietro la scelta di questo nuovo datacenter per l'intelligenza artificiale come progetto bandiera delle nuove relazioni, che sarà guidato da una nuova società armeno-statunitense, Firebird.AI.
La “Quarta Rivoluzione Industriale”/“Grande Reset” (4IR/GR), incentrata sulle tendenze interconnesse dell’Intelligenza Artificiale, dei Big Data e dell’Internet of Things, sta guidando gli sviluppi economico-tecnologici all’avanguardia in tutto il mondo che gli Stati Uniti intendono condurre, come delineato nel Piano d’Azione per l’IA di luglio. Un mese dopo, alla fine di agosto, diverse settimane dopo la dichiarazione di pace armeno-azerbaigiana mediata dagli USA e l’istituzione di TRIPP, Armenia e Stati Uniti hanno firmato un Memorandum d’Intesa “riguardante una partnership per l’innovazione nell’IA e nei semiconduttori”.
A questo è seguito l’approvazione da parte statunitense del piano ambizioso di Firebird.AI di istituire un datacenter per l’IA da 500 milioni di dollari, alimentato da tecnologia Nvidia, per aziende statunitensi nella regione, sfruttando così la posizione dell’Armenia per trasformarla in un baluardo dell’influenza USA della 4IR/GR in questa parte dell’Eurasia. L’obiettivo è consolidare l’influenza statunitense sul Caucaso meridionale e fare poi dell’Armenia una piattaforma di lancio per espandere la dimensione tecnologica di tale influenza in Asia Centrale, parallelamente all’espansione di TRIPP dell’influenza economica e militare USA.
Alcune aziende armene beneficeranno di questo, ma la nazione nel suo complesso no. La sovranità digitale-tecnologica del suo popolo viene ceduta agli Stati Uniti, poiché i loro dati saranno archiviati su server Dell. Le tendenze socio-politiche potranno quindi essere analizzate da algoritmi della CIA per aiutare gli USA a perfezionare la propaganda finalizzata ad accelerare il distacco dell’Armenia dalla Russia. È rilevante notare che la prima fase del datacenter per l’IA diventerà operativa nel secondo trimestre del prossimo anno, periodo che coincide approssimativamente con le prossime elezioni parlamentari in Armenia.
Il think tank Carnegie ha dichiarato lo scorso mese che “Le Elezioni in Armenia sono una Questione Estera” nel loro articolo che esortava a un’ingerenza de facto a sostegno di Pashinyan. Il datacenter per l’IA in pianificazione dovrebbe svolgere un ruolo in questo, come spiegato. Mantenerlo al potere non significa solo consolidare la nuova sfera di influenza statunitense a spese della Russia - cosa che sarà costosa per l’Armenia, dato che la Russia è il suo principale partner commerciale - ma permettere agli USA di trasformare questa struttura in un hub regionale di spionaggio assistito dall’IA, come parte di una nuova contesa di potere eurasiatica.
(Articolo pubblicato in inglese sulla newsletter di Andrew Korybko)

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