COMPAGNIA DI VENTURA "AL-JOLANI" AL SERVIZIO DEGLI ACCORDI DI ASTANA
di Michelangelo Severgnini
La difficoltà di comprensione di ciò che sta accadendo nel nord della Siria in questi giorni va cercata nella comprensione della natura di Al-Jolani/Al-Sharaa e del suo HTS (ormai governo siriano).
Le tifoserie che si dividono sostenendolo un pupazzo degli Stati Uniti, piuttosto che di Israele o della Turchia o di chi altro, mancano completamente delle chiavi per capire.
Quando nell'ottobre 2025 Al-Jolani/Al-Sharaa ha incontrato Putin a Mosca, non pochi si sono stracciati le vesti e i capelli.
Ma per farla breve, non c'è nessun doppio gioco.
È tutto alla luce del sole.
HTS va intesa come una compagnia di ventura, non come una creatura esclusiva e mimetica di questo o quello.
Finché qualcuno ha battaglie da offrire, la macchina gira e i suoi miliziani (per la maggior parte stranieri ma ora tutti in possesso di regolare cittadinanza siriana) sono a disposizione.
Vendono il loro servigio.
Certo, lasciati a mano libera, come tutti gli eserciti di ventura, sono perlopiù degli assassini e hanno le loro vittime preferite (ne sanno qualcosa le minoranze cristiane ed alawite).
Ma alla fine sono criminali ragazzotti che ormai hanno imparato un mestiere e quello vogliono continuare a fare.
Negli anni scorsi li ha finanziati Israele attraverso il petrolio siriano estratto nelle zone curde, che arrivava a Idlib di contrabbando e ha consentito ad HTS di gestire il monopolio del carburante nel nord della Siria.
Nell'ultimo anno la diplomazia turca è riuscita a conquistare HTS a buona parte della propria agenda, che poi è quella né più né meno ribadita nei punti cardini degli accordi di Astana firmati tra Russia, Iran e Turchia nel 2020.
Quei punti riguardavano innanzitutto l'integrità territoriale della Siria e la piena sovranità (in altre parole il petrolio estratto dalle zone curde doveva tornare sotto il controllo dello Stato).
Per ottenere il pieno raggiungimento di questi 2 punti serviva solo una cosa: mettere fine alla pagliacciata del Rojava, disarmare le formazioni curde, cacciare gli americani e riprendersi il petrolio.
Assad è riuscito a farlo?
No. Praticamente non ci ha mai provato.
La Turchia, con il pieno appoggio della Russia (ora si spiega la visita a Mosca di Al-Jolani/Al-Sharaa), è riuscita a convincere i miliziani di HTS, un anno dopo la caduta di Assad, a combattere per la piena attuazione degli accordi di Astana.
Se non è un capolavoro diplomatico questo.
Erdo?an e il governo turco sono contro i Curdi?
No, solo contro le formazioni militari curde al servizio di Israele.
Nel 2025 Öcalan ha sciolto il PKK sulla base di un patto profondo con lo Stato turco.
Tutto ciò è frutto di un'evoluzione ventennale della società turca (intesa come Paese) di cui nelle analisi occidentali non c'è praticamente traccia, ma che sul terreno, nella società, è ormai storia.
Lo stesso atteggiamento verso i Curdi verrà ora riservato loro da Al-Jolani/Al-Sharaa, sotto l'egida della Turchia: pieni diritti civili ma consegna delle armi o, al limite, inquadramento.
È questa la riabilitazione di Al Jolani?
Neanche per idea.
Resta quel che è: un capitano di ventura. Con tutto l'armamentario di ferocia e crimini che ciò comporta.
Sarà poi la storiografia e l'angolo di osservazione a riabilitarlo o meno in futuro sui libri di storia.
Ma rimane, alla fine, un mercenario.
Un mercenario di successo. E per questo riverito da tutti gli zerbini del pianeta.
Tuttavia, piuttosto che lasciarlo nelle mani di Israele, bene ha fatto chi è riuscito a ritorcerlo e scagliarlo contro il giochino prediletto sionista in Siria: il Rojava.
Solo per inciso. I quartieri di Aleppo controllati dalle SDF curde non erano popolati da popolazione curda.
Erano un avamposto militare strategico di un esercito ribelle che teneva in ostaggio la popolazione locale, perlopiù araba.
Non solo. Tanto le reti curde hanno sventolato alle platee occidentali la medaglia della lotta all'Isis, che non appena perse le posizioni, i prigionieri sono stati rimessi in circolazione anziché consegnati alle autorità.
Un atto rivoluzionario, non c'è che dire.
Rimane il grande mistero di come tanta propaganda raffazzonata abbia sfondato per almeno un decennio nelle riflessioni di una flaccida sinistra europea.
Ma questa è un'altra storia.

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