Cisgiordania in fiamme: coloni israeliani incendiano una moschea e due case, 4 feriti
Domenica di violenze nella Cisgiordania occupata, dove un gruppo di coloni israeliani ha dato fuoco a due abitazioni e a una moschea, provocando il ferimento di quattro palestinesi.
Secondo quanto comunicato dal Ministero palestinese per i beni e gli affari religiosi, l'attacco alla moschea è avvenuto nella località di Tuwana (Masafer Yatta, provincia di Hebron), causando gravi danni alla struttura. Fonti locali riportano che i coloni, provenienti dall'avamposto di Havat Ma'on, sono irrotti nel villaggio e hanno utilizzato sostanze infiammabili per appiccare il fuoco. Il capo municipale di Tuwana, Muhammad Raba'i, ha confermato all'agenzia Wafa che nell'incursione sono state incendiate anche due case.
L'intervento tempestivo di residenti e squadre della protezione civile ha impedito che le fiamme si estendessero ulteriormente. Durante le operazioni di spegnimento sono tuttavia scoppiati scontri con l'esercito israeliano, giunto sul posto a protezione dei coloni. Il Ministero ha condannato l'episodio definendolo «un vero e proprio atto di terrorismo» e inserendolo in una precisa strategia volta a espellere la popolazione palestinese da Masafer Yatta.
Violenze si sono registrate anche nel governatorato di Nablus: a Beita quattro palestinesi sono rimasti feriti a causa di un blitz dei coloni, mentre a Burqa l'esercito israeliano ha bloccato l'accesso occidentale con terrapieni, perquisendo diverse abitazioni e interrogando i residenti in loco.
Tensioni e arresti si susseguono in tutta la regione. A Qabatiya (Jenin) i militari hanno fermato due giovani dopo un'irruzione nelle loro case; altri tre palestinesi sono stati arrestati nel villaggio di al-Mughayyir (Ramallah) e uno a Betlemme. A est di Rammun, infine, i coloni hanno fatto pascolare il proprio bestiame su terreni di proprietà palestinese.
I dati ufficiali palestinesi indicano che dall'inizio del conflitto a Gaza (ottobre 2023) le azioni di esercito e coloni in Cisgiordania hanno subito un forte incremento, con un bilancio tragico di oltre 1.181 morti, 13.000 feriti e quasi 24.000 arresti.


