Bolivia al ballottaggio: la sinistra si autodistrugge, trionfa l'asse neoliberista

Dai 32,1% di Paz Pereira al 27% di Quiroga: come il voto nullo e le divisioni interne del MAS hanno consegnato il paese alla destra

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Bolivia al ballottaggio: la sinistra si autodistrugge, trionfa l'asse neoliberista

I risultati (92% delle schede scrutinate) delle elezioni boliviane confermano uno scenario inedito: Rodrigo Paz Pereira (Partito Democristiano, 32,1%) e Jorge "Tuto" Quiroga (Alleanza Libera, 27%) si contenderanno la presidenza al ballottaggio del 19 ottobre. Un esito che segna il crollo storico della sinistra, frantumata tra divisioni interne e la strategia del voto nullo promossa dall'ex presidente Evo Morales estromesso dalla competizione elettorale.

I numeri che raccontano una débâcle del MAS

Con il 92% delle schede scrutinati, il Tribunal Supremo Electoral ha reso noti i dati ufficiali:

   - Rodrigo Paz Pereira (PDC): 1.566.744 voti (32,1%)

   - Jorge Quiroga (AL): 1.314.821 voti (27%)

   - Samuel Doria Medina (Unità Nazionale): 972.444 voti (19,9%)

   - Andrónico Rodríguez (MAS dissidente): 396.134 voti (8,11%)

   - Eduardo Del Castillo (MAS ufficiale): solo 153.548 voti (3,14%)

Il voto nullo, opzione scelta da Evo Morales, ha superato il 20% in diverse regioni, diventando di fatto la "prima forza" in alcuni dipartimenti. Un dato che riflette il malcontento popolare, ma che ha finito per avvantaggiare la destra neoliberista.


I due volti del neoliberismo boliviano

  -  Rodrigo Paz Pereira, 56 anni, figlio dell'ex presidente Jaime Paz Zamora (alleato del dittatore Banzer), è un economista formatosi negli USA. La sua esperienza come sindaco di Tarija è stata segnata da accuse di corruzione negli appalti pubblici. Propone un "capitalismo inclusivo" che però mantiene intatti i privilegi delle élite.

  -  Jorge "Tuto" Quiroga, 63 anni, fu braccio destro del dittatore Hugo Banzer e presidente nel 2001-2002 quando impose severe misure di austerity. Coinvolto nel golpe del 2019 contro Morales, rappresenta il ritorno puro al neoliberismo anni '90.

Analisti: "Una tragedia annunciata"

Il politologo Hugo Moldiz a teleSUR non usa mezzi termini: "La sinistra ha commesso un suicidio politico. Morales ha preferito punire Arce piuttosto che evitare il ritorno della destra. Ora pagheremo tutti le conseguenze".

Dello stesso avviso Kiara San Pablo, storica militante del MAS a HispanTV: "Il voto nullo era una protesta legittima, ma senza una strategia unitaria abbiamo solo aperto la porta al peggior nemico: il ritorno delle politiche che hanno impoverito il nostro popolo per decenni".

Una Bolivia al bivio

Mentre la destra si prepara a governare dopo il 19 ottobre, gli analisti avvertono: il paese rischia di tornare alle privatizzazioni selvagge e alla dipendenza dal FMI. La domanda che angoscia molti boliviani è: quanto durerà questa nuova era neoliberista prima che il malcontento popolare esploda nuovamente? La storia recente del paese suggerisce che la resistenza non tarderà a organizzarsi.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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