Accordo a Ginevra con gli Usa. Le prime parole del capo delegazione di Pechino

I negoziatori raggiungono un'intesa per ridurre le tensioni tariffarie, con una dichiarazione congiunta attesa per lunedì

2303
Accordo a Ginevra con gli Usa. Le prime parole del capo delegazione di Pechino

 

Cina e Stati Uniti hanno concordato l’istituzione di un "meccanismo di consultazione commerciale" al termine di due giorni di colloqui definiti "costruttivi", svoltisi a Ginevra con l’obiettivo di attenuare la guerra dei dazi tra le due potenze economiche. Lo ha annunciato domenica il Vice Primo Ministro cinese He Lifeng, a capo della delegazione di Pechino.

In dichiarazioni rilasciate alla stampa, He ha affermato che le parti hanno compiuto "passi significativi per risolvere le divergenze attraverso il dialogo e consultazioni su base paritaria". Ha inoltre anticipato che lunedì sarà pubblicata una dichiarazione congiunta, seguita da ulteriori consultazioni su temi di interesse reciproco.

"Grandi progressi" nei negoziati

Secondo l’agenzia di Stato Xinhua, i colloqui – incentrati su questioni economiche e commerciali – si sono svolti in un’atmosfera "franca, approfondita e costruttiva", registrando "progressi sostanziali" e il raggiungimento di un "importante consenso". He ha ribadito la disponibilità della Cina a collaborare con Washington per superare le divergenze e ampliare le aree di cooperazione.

Anche dalla Casa Bianca sono giunte dichiarazioni ottimistiche. Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, a capo della delegazione americana, ha espresso soddisfazione per gli esiti dell’incontro: "Sono lieto di annunciare che sono stati compiuti progressi sostanziali tra Stati Uniti e Cina in questi negoziati di cruciale importanza".

Bessent ha precisato che ulteriori dettagli saranno resi noti lunedì, ma ha garantito che i colloqui sono stati "produttivi". Sia lui che il Rappresentante commerciale della Casa Bianca, Jamieson Greer, hanno tenuto aggiornato il Presidente Donald Trump, il quale sarebbe "pienamente informato sugli sviluppi".


Lo scenario della guerra commerciale

I negoziati di Ginevra si inseriscono in un contesto di crescenti tensioni commerciali tra Pechino e Washington. All’inizio di aprile, Trump aveva annunciato dazi massicci contro diversi partner commerciali, successivamente ridotti al 10% per la maggior parte dei Paesi, ma mantenuti per la Cina.

Attualmente, gli Stati Uniti applicano dazi fino al 145% su alcuni prodotti cinesi, mentre Pechino ha risposto con misure analoghe, arrivando a imporre aliquote del 125% su merci statunitensi. Nonostante le aperture recenti, Trump ha escluso una totale eliminazione delle barriere tariffarie, lasciando tuttavia spazio a possibili riduzioni.

Già nella giornata di sabato, il Presidente americano aveva accennato a un possibile alleggerimento delle misure, scrivendo su [piattaforma sociale]: "Un dazio dell’80% sulla Cina sembra giusto! Dipende da Scott Bessent".


Prossimi passi


Con l’attesa dichiarazione congiunta e ulteriori round negoziali in programma, le due superpotenze sembrano intenzionate a trovare una soluzione negoziata, seppure in un quadro ancora caratterizzato da reciproca diffidenza.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti "Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

"Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia di Giuseppe Masala File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica... di Francesco Santoianni Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili” di Raffaella Milandri Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili”

Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La vera lezione del caso Epstein di Paolo Desogus La vera lezione del caso Epstein

La vera lezione del caso Epstein

Una risposta al professor Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Una risposta al professor Giovanni Rezza

Una risposta al professor Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti