Marche, i volti del dolore

19 Settembre 2022 10:00 Sara Reginella

Primo giorno di sole, dopo cieli bui e montagne d’acqua e fango.

In questi giorni di lutto per la mia regione, travolta da una calamità anomala, esprimo la mia solidarietà a tutti coloro che hanno un parente o un amico perso o disperso.

Esprimo solidarietà anche a coloro che hanno visto i propri beni materiali e affettivi distrutti, danneggiati, e a coloro che hanno smarrito i propri animali. Sono numerosi gli animali domestici dispersi. Anche la loro assenza dilania l’animo di chi ne è alla ricerca.

L’evento è stato inaspettato, la quantità d’acqua inaudita e, personalmente, non ho gli strumenti né le conoscenze tecniche per poter dare un giudizio su eventuali responsabilità connesse a mezzi che avrebbero, forse, potuto prevenire questa tragedia.

Sarà la Procura a indagare sulla manutenzione del Misa e sulla possibilità di allertamento della popolazione, a fronte di bollettini meteo che, pare, non segnalassero tali livelli di precipitazione.

Tutto è avvenuto in maniera improvvisa.

Certo è, e questo mi sento di dirlo in riferimento al nostro paese, che il sistema di appalti giocati al ribasso, connessi all’incentivazione di privatizzazioni ed esternalizzazioni di servizi pubblici, non aiuterà l’Italia.

Così come, in piena emergenza climatica, non aiuterà l’idea di un folle ritorno a superati sistemi energetici basati sul carbone, col solo fine di far danno a quelli che, oggi, son considerati i “cattivi”.

Leggendo le storie di chi non c’è più e guardandone i volti in fotografia, ho pensato che le braccia di fango abbiano strappato via le anime migliori.

A fronte di ciò, ho trovato toccante la solidarietà degli italiani strettisi attorno ai cittadini marchigiani delle aree colpite.

Un tale sostegno, inferibile anche dai commenti sui social, è da connettersi altresì a un’informazione che, nel complesso, ha dato dei volti umani alle vittime, al di là dei giochi di odio troppo spesso mediaticamente alimentati, anche quando si narra di tragedie.

Se una simile narrazione rispettosa fosse garantita anche su altre vicende, comprese quelle belliche, le persone si stringerebbero sempre più spesso accanto a chi soffre, il dolore di ogni vittima sarebbe rappresentato e, al di là della manipolazione e della menzogna, ogni vicenda sarebbe più facilmente districata.

Le più recenti da Mondo e Psicologia

On Fire

Perché dovete vedere Palestine 36, e non applaudire NAZA

  di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad   Alla Mostra del Cinema di Venezia una sala si è alzata in piedi e ha applaudito per venticinque minuti. È l'ovazione più lunga...

Volo Flydubai, le leggi di Newton smentiscono la versione di Netanyahu

  di Ahmed Bashir Al-Aila* Quando è stato annunciato che il volo Flydubai FZ1073 aveva subito una brusca perdita di quota sopra i cieli di Tabuk, ho seguito la notizia da esperto di fisica,...

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

di Alessandro Bartoloni Dopo la visita del direttore della CIA John Ratcliffe a Mosca a metà agosto sui media italiani si sono moltiplicate le speculazioni su ciò che intendesse discutere...

“Conseguenze catastrofiche”. Mosca e Pechino reagiscono al dispiegamento di armi USA nello spazio

  «Queste dichiarazioni sono la prova diretta della politica statunitense di dispiegare armi nello spazio e di utilizzarle in operazioni di combattimento per assicurarne il dominio e la superiorità»....

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa